mercoledì 2 dicembre 2009

il facebook che verrà (informazione di servizio)

A tutti gli utenti di Facebook,

350 milioni di persone in tutto il mondo usano oggi Facebook per condividere online la propria vita.

L’attuale modello di privacy di Facebook, che gravita intorno alle “reti" - comunità scolastiche, aziendali o geografiche - funzionava bene quando Facebook era utilizzato principalmente da studenti, perché era ragionevole pensare che uno studente volesse condividere contenuti con i propri compagni.

Con il tempo, gli utenti ci hanno chiesto di aggiungere reti aziendali e geografiche, tanto che oggi esistono reti che coprono intere nazioni, come l’India e la Cina.

Riteniamo che il sistema delle reti non sia più il modo migliore per consentire agli utenti di controllare la propria privacy.

Un sistema migliore consentirebbe quindi a oltre 100 milioni di persone di avere un maggiore controllo sulle proprie informazioni.

Il nostro piano prevede l’eliminazione delle reti geografiche e la creazione di un modello semplificato per il controllo della privacy, dove ciascuno può decidere a chi rendere disponibili i contenuti: esclusivamente agli amici, agli amici degli amici, o a tutti gli utenti.

Tutto questo servirà per rendere più semplice la pagina delle impostazioni sulla privacy, attraverso la combinazione di alcune impostazioni.

Dato che l’aggiornamento eliminerà le reti geografiche e introdurrà nuove impostazioni, nelle prossime settimane vi chiederemo di esaminare e aggiornare le vostre impostazioni sulla privacy.

Visualizzerete un messaggio che spiegherà i cambiamenti e vi porterà alla pagina dove potrete aggiornare le impostazioni.

Una volta terminato l’aggiornamento, verrete reindirizzati su una pagina di conferma perché possiate verificare di aver scelto le impostazioni desiderate. Come sempre, avrete comunque la possibilità di modificarle in qualsiasi momento.

Grazie per aver contribuito a fare di Facebook quello che è oggi e per collaborare a rendere il mondo più aperto e connesso.

giovedì 29 ottobre 2009

I segreti delle Procure in mano a Telecom

È normale che i dati sensibili e protetti da segreto istruttorio delle procure e dei tribunali d’Italia possano essere visti e consultati da semplici operatori di call center? E normale che il registro generale su cui i magistrati iscrivono gli indagati possa essere «aperto» all’esterno degli ambienti giudiziari? È normale che questi operatori esterni che fungono da tecnici dell’assistenza anziché essere interni alle procure (come fino a oggi accadeva) siano invece distaccati altrove, lontani dai palazzi di giustizia, in anonimi centralini? È normale che i signori magistrati affidino a trattativa privata, senza gara, per importo di 21milioni e rotti di euro, il servizio di assistenza ai loro sistemi informatici? Ed è normale che questo contratto venga affidato in questo modo a Telecom Italia nel mentre è ancora pendente l’inchiesta sui vertici dell’azienda telefonica che - secondo la procura di Milano - avrebbero commesso illeciti proprio nella gestione di dati sensibili con intrusioni nei computer di soggetti considerati «nemici» della stessa Telecom? Se sia normale oppure no, non spetta a noi dirlo. La realtà è che con circolare ministeriale del 21 settembre 2009 indirizzata a tutti i presidenti delle corti d’appello e a tutti i procuratori generali d’Italia, il direttore generale dei servizi informativi automatizzati del ministero della Giustizia, magistrato (fuori ruolo) Stefano Aprile, comunicava che «a decorrere dal 28 settembre questa direzione ha affidato a Rti (raggruppamento temporaneo d’impresa, ndr) composto da Telecom Italia, Elsag Datam Spa, Engenering Informatica Spa - il servizio di assistenza applicativa ai sistemi informatici in uso ai sistemi giudiziari». Il direttore generale aggiunge nero su bianco che il contratto è di «quasi tre anni» (quasi?) e che è «complementare» al servizio di assistenza sistemistica già affidato alla Rti. Tra le righe dice che «è in corso il progetto di dispiegamento degli strumenti di gestione remota delle postazioni e dei server che potranno essere impiegati anche per la risoluzione delle problematiche applicative». Un modo un po’ contorto e burocratico per rispondere alle domande di cui sopra. Dove il termine «complementare» sembra voler giustificare il ricorso alla trattativa privata per un importo così consistente, e dove l’espressione «è in corso il progetto di dispiegamento degli strumenti di gestione remota» serve a spiegare la modalità tecnica del servizio di assistenza per cui la «Rti eroga il servizio prevalentemente in modalità remota». Ma che vuol dire remoto? Vuol dire che da un centro esterno, di proprietà della Telecom, si può accedere direttamente ai fascicoli dei magistrati, ovviamente per opere di manutenzione e interventi tecnici. Al di là delle perplessità sulla sicurezza delle notizie contenute sul registro degli indagati e sui fascicoli dei pm, quale conoscenza ha Telecom dei sistemi di proprietà del ministero della Giustizia? Quale personale invia negli uffici dei magistrati quando il problema può essere risolto solo con un intervento materiale sul pc del sostituto procuratore? Semplice: Telecom fa il general contractor: acquisisce l’appalto e lo subappalta alle stesse aziende che, fino a ieri, lavoravano sui sistemi informatici direttamente con le procure, ma dall’interno degli uffici giudiziari.

Se Telecom prende l’appalto e ridistribuisce il lavoro alle aziende che da anni svolgevano detto servizio, dov’è il vantaggio? Si dirà che il costo totale pagato è inferiore, e di questi tempi non è cosa da poco. Si dirà, anche, per correttezza che i servizi sono ridotti (meno costo, meno prodotto) e che dunque il risparmio sembra essere relativo. Domanda: ma se il magistrato direttore generale trattava gli stessi servizi direttamente con le aziende che già facevano questo lavoro, forse poteva raggiungere un costo ancora inferiore. O forse, no. Da questo appalto, si presume, Telecom guadagnerà qualcosa. Non credo si accontenti dell’accesso ai dati sensibili delle inchieste e coperti dal segreto istruttorio.

(il Giornale.it)

sabato 10 ottobre 2009

Un male chiamato Italia



PAROLE PIENE DI TRAGICA REALTA'

L'esercito della Sinistra

venerdì 9 ottobre 2009

Premio Nobel alle Intenzioni




OBAMA SANTO SUBITO... per ora ci dobbiamo accontentare del premio Nobel per la pace a lui assegnato tra oltre 200 persone in nomination. Questo premio ha tutto il "dolce" sapore della sponsorizzazione all'accademia dei Nobel di Oslo. Dai il premio a un tizio famoso e vedrai che ritorno d'immagine che avrai. I tizi quasi sconosciuti che scoprono cure a malattie che uccidono milioni di persone sono difficilmente spendibili per promuovere l'immagine del Nobel Prize tra la gente comune quindi la mossa di assegnarlo ad Obama (l'uomo della provvidenza momentanea) è una bella mossa di marketing. Il presidente degli Stati Uniti non è dalla parte della pace: lui è dalla parte del suo Paese e degli interessi che il suo Paese persegue. Dare il Nobel per la pace a un tizio che la settimana prima ha rifiutato di incontrare il premio nobel Dalai-Lama solo per non compromettere i rapporti commerciale con dittatoriale governo cinese sa un po' di presa in giro. Sapere che Obama ora avrà per sempre il suo nome accanto a Madre Teresa di Calcutta (una santa che ha vissuto per i poveri) e Nelson Mandela, prigioniero per 27 anni per le sue idee di libertà, mi fa un po' senso.
Chissà cosa dirà la Pace in persona quando a breve Obama sarà costretto ad aumentare il contingente delle truppe americane in Afghanistan... e chissà cosa dirà quando sarà, malgrado lui, costretto ad intervenire con le armi contro il nuclearofilo Iran... Obama è una moda, è una tendenza è una qualcosa di sopravvalutato... E' vero che le sue parole sono totalmente diverse dal gergo del suo predescessore, il guerrafondaio Gerge W. Bush, ma da qui a farlo passare per santo ce ne vuole.
Questo Nobel, assegnato sull'onda dell'emozione per il "diverso" Obama (primo nero alla casa bianca), sminuisce un po' tutto il valore che negli anni il premio stesso ha cercato di acquisire. Dire "no alle armi" dal comodo salotto ovale della casa bianca è ben diverso dalle lotte "contro le armi" di Aung San Suu Kyi (altro premio nobel che vive tuttora agli arresti per le sue idee di libertà in favore del suo paese la Birmania).
Questo premio di Obama allora è un premio alle intenzioni, alle buone intenzioni di pace che ogni persona di buona volontà dovrebbe coltivare... lui, oltre che a coltivarle queste intenzioni, può farle fruttare visto che è uno degli uomini più potenti del mondo. La speranza non deve morire... neanche per ultima... la speranza dio Obama è la nostra, di vivere in un mondo di pace senza armi nucleari. Un premio non fa la differenza, specialmente se assegnato con superficialità... ma che questa volta sia un peso sulla sua coscienza (già ha detto di non sapere se meritarlo, Obama) affinchè faccia di tutto per realizzare la pace che tutti sognamo, per noi, per i nostri figli.

giovedì 8 ottobre 2009

IL RAGIONEVOLE DUBBIO (Comunicato Stampa)


Occorre valutare i fatti e questi fatti sono che il "lodo Alfano" è stato dichiarato incostituzionale per violazione dell'art.138 della Costituzione. Altra cosa inconfutabile è la posizione che vede Berlusconi imputato in due processi che ora, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, potranno procedere nel loro iter giuridico.
Berlusconi, come è stato ribadito dalla Consulta, è un cittadino come gli altri e quindi non sarà colpevole dei reati a lui ascritti finchè le sentenze non saranno definitive. I tre gradi di giudizio previsti consentiranno di avere maggior chiarezza sulle vicende in cui è coinvolto il Presidente del Consiglio e gli consentiranno (qualora lo ritenesse opportuno) di continuare la sua attività politica.
La magistratura è un organo indipendente ed è garanzia di democrazia, non si può, anzi non si dovrebbe, mai dubitare del suo operato. Il ragionevole dubbio che affligge me e molti elettori del PDL è che nessuno ci può garantire che una parte della magistratura non sia davvero politicamente schierata e che quindi possa produrre sentenze di carattere politico. La fiducia che ogni cittadino deve avere nelle istituzioni (che altrimenti non avrebbero senso di esistere) non dovrebbe esser messa in crisi da atteggiamenti fraintendibili o da dichiarazioni "sponsorizzate" o sponsorizzanti di alcuni esponenti degli stessi organi.
Mi rifiuto di pensare che gli avversari politici abbiano architettato un piano per l'eliminazione politica di Berlusconi attraverso l'uso politico della magistratura.

Berlusconi a questo punto dovrebbe dimettersi ma chi mi può garantire che tutta questa non sia stata un'abile manovra per destituirlo del tutto dopo aver cercato di metterlo in difficolta con accuse che vanno da festini con escort a reati vari di natura economica?
Il ragionevole dubbio per ora resta.

sabato 3 ottobre 2009

L'amore conta... ma non basta

E' un esercizio mentale che esercito in maniera involontaria... scoprire e capire il mondo e le persone che mi circondano è una cosa che faccio con naturalezza e spontaneità. Non prendo fisse per qualcosa o qualcuno... non cerco situazioni da svelare e non godo a rimestare nel torbido.

Molte persone che dicono di essere felici... se indagassero sui veri motivi della propria felicità scoprirebbero che è vana o quantomeno assai debole. L'amore non può essere considerato un MOTIVO per essere felici... bensì l'amore è una forma di felicità, è una manifestazione della felicità non può esserne l'unica causa. A 30 anni o ti sposi o fai il single impenitente. Non esistono vie di mezzo. Anche la convivenza coerente è una sorta di matrimonio basata su una promessa non scritta. Anche la convivenza genera le stesse insofferenze che buon generare un matrimonio.

Essere SINGLE impenitenti è uno status che è soggetto ad un alto rischio di stress... la finta sensazione di libertà generata dal non avere legami fissi è in realta un velo leggero che copre sintomi come l'ansia da prestazione, la paura della solitudine o la difficoltà nel creare e mantenere rapporti duraturi. Lungi da me fare il maestro di vita, sto solo riportando quello che in 30 anni di osservazione e di esperienze vissute in prima persona mi hanno fatto capire.

La felicità si crea... non capita per caso. La felicità è figlia di molte lacrime senza le quali sarebbe vana, effimera. Per amare qualcuno e qualcosa ci vuole un buon motivo. Non ci si sposa perchè si manca di qualcosa che è rappresentato dall'altra persona. Ci si sposa perchè non si abbisogna di niente. Se alla domanda: "perchè ti sei sposato" uno trova una risposta... allora vuol dire che c'è qualche problema. L'amore non ha spiegazioni e non ha parole per esser definito. I figli non sono colla... non tengono insieme niente e nessuno... salvano solo la facciata. Prima di affrontare il mondo, o un'altro essere umano... bisogna aver afrontato se stessi nei giorni più bui. Se non ti sei mai scoperto a fare ciò che non pensavi avresti mai fatto... ma per te stesso.. allora non hai mai affrontato il tuoi io più interiore. Sei un guerriero senza armatura... Per essere forti dentro non basta dire di esserlo. Si deve aver pianto, si devono portare ancora i segni.

Quando un amore finisce è sempre una tragedia annunciata. E' sempre colpa di qualcuno. E' sempre, però, una buona, ottima occasione per tornare a vivere la vita reale e per analizzare ed analizzarsi. Quando ti guardi allo specchio dovresti sapere che c'è di più di quel che vedi... ed è il tuo io più interiore. Quello che decide sei si forte o debole, quello ke ti fa restare attacato ai riordi o pronto per altre sfide. I morti non vanno pianti più della durata del funerale. Poi ricomincia la sfida. La sfida da godersi in tutta tranquillità, visto che la vita ha il dovere di porre sfide, ha il dovere di chiederci un giorno cosa abbiamo fatto per meritare questa felicità o questa miseria in cui versiamo.

L'equilibrio sopra la follia cantato da Vasco Rossi è lo stesso equilibrio instabile suonato dagli STADIO e finchè non si familiarizza con questo concetto la vita è un po' più dura da affrontare... quando invece si possiede il concetto di EQUILIBRIO tutto risulta più affrontabile, non dico sia facile... ma è affrontabile...

venerdì 2 ottobre 2009

PREVENZIONE: the word unknown

Finchè sarà più facile scavare fosse per i morti che canali di drenaggio delle acque...
finchè sarà più facile spalare quintali di fango che abbattere case abusive...
finchè sarà più facile votare il politico simpatico che quello concreto...
avremo 10, 100, 1000 e più morti di "una tragedia annunciata".

La Protezione Civile non fa miracoli
questa frase mi girava in mente mentre scavavo tra le rovine dei paese del terremoto in Abruzzo.
La legalità e la prevenzione salvano vite umane... ma in termini economici sembrano non convenire mai a nessuno!

sabato 26 settembre 2009

Se la guerra poi la fanno loro...

Mentre i "comunistucoli" italiani sono impegnati a guardare ANNOZERO e gli sproloqui di Travaglio, nel mondo si prepara una "nuova" guerra promossa sempre dagli USA e dal loro presidente. E sì perchè Mr Obama, Gordon Brown e Nicolas Sarkozy hanno dato un bell'ultimatum al solito Ahmadinejad.

Per reagire alla scoperta di un nuovo impianto nucleare segreto a Qom, il presidente americano Barack Obama ha lanciato un nuovo monito al regime degli Ayatollah. "Quando ci incontreremo il primo ottobre l’Iran dovrà essere chiaro e abbandonare la ricerca di armi nucleari, o si troverà su un sentiero che porta a un confronto".
Chi pensava che Obama fosse un pacifista convinto si ricrederà.

"L’Iran è avvisato - ha insistito il presidente - in queste ore abbiamo riscontrato una risposta senza precedenti, non solo gli Stati Uniti hanno chiesto un’immediata ispezione sui siti nucleari iraniani ma anche altri Stati come la Francia, l’Inghilterra e la Russia". Obama ha sottolineato che "anche Paesi che fino a sei mesi o un anno fa sarebbero stati riluttanti a discutere eventuali sanzioni hanno detto che è a rischio la sicurezza internazionale". Fra questi, anche se Obama non l’ha citata, c’è ad esempio la Russia. Mosca, per bocca del suo presidente Dmitri Medvedev, ha detto di contare sul fatto che l’Iran fornirà "una prova convincente" delle sue intenzioni pacifiche. A metà fra auspicio e sponda offerta a Teheran, questa affermazione del leader russo è stata condita comunque dall’ammissione che la situazione è fonte di "grave inquietudine", e con la richiesta all’Iran "di cooperare" con l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea). "Dobbiamo creare per l’Iran delle condizioni confortevoli - ha detto il presidente russo - in modo che quando comincia a cooperare, iniziamo un sistema di incoraggiamento", con un "congelamento" delle sanzioni "in cambio di un congelamento" dell’arricchimento dell’uranio.

sabato 29 agosto 2009

Froci, puttanieri e altre distrazioni (estive)

Il direttore dell’Avvenire, in prima fila nella campagna di stampa contro Berlusconi, intimidiva la moglie dell’uomo con cui aveva una relazione omosessuale. Per questo ha patteggiato: con una multa ha evitato sei mesi di carcere

Ma le chiacchiere non bastano a crocefiggere una persona. O meglio bastano, sono bastate, solo nel caso di due persone: Gesù Cristo per certi suoi miracoli e, più recentemente, Silvio Berlusconi per certi suoi giri di valzer con signore per la verità molto disponibili.
Ma torniamo alle tentazioni, in cui è ripetutamente caduto Dino Boffo e atteniamoci rigorosamente ai fatti, così come riportati nell’informativa: «...Il Boffo - si legge - è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione. Rinviato a giudizio il Boffo chiedeva il patteggiamento e, in data 7 settembre del 2004, pagava un’ammenda di 516 euro, alternativa ai sei mesi di reclusione. Precedentemente il Boffo aveva tacitato con un notevole risarcimento finanziario la parte offesa che, per questo motivo, aveva ritirato la querela...».

Acuto osservatore della vita politica italiana e delle vicende che segnano il mutamento dei tempi e dei costumi, recentemente, in più d’una occasione, Boffo si è sentito in obbligo, rispondendo alle pressanti domande dei suoi smarriti lettori, di esprimere giudizi severi sul comportamento del presidente del Consiglio. E, turbato proprio da quel comportamento, è arrivato a parlare di «disagio» e di «desolazione». Persino, e dal suo punto di vista è assolutamente comprensibile, di «sofferenza». Quella sofferenza, per citare testualmente quanto ha scritto ancora pochi giorni fa, sul giornale che dirige «che la tracotante messa in mora di uno stile sobrio ci ha causato».

Ma a scavar nel torbido le mani si sporcano e così viene fuori bel bello che il direttore del giornale dei vescovi italiani è GAY (cazzi suoi sì, ma la Chiesa ha una posizione ben precisa nei loro riguardi)e con il vizio delle molestie. Ormai in Italia non si dovrebbe più parlare di nulla perchè siamo arrivati davvero al punto che il più pulito c'ha la rogna... noi, popolino, subiamo passivamente tutto questo teatrino di attacchi reciproci tra politici e mass media, politici e politici, mass media e mass media... un tutti contro tutti che ha allietato quest torrida estate italica e che avrà strascichi autunnali e invernali prevedendo l'elezione del NULLA COSMICO a capo del PD. Il tutto per tenerci buoni buoni, con l'illusione del 6 superenalottiano. Radio, tv e giornali sono mezzi di gossip dove se uno si è scopato qualcuno o lo ha anche solo pensato deve essere sbattuto in prima pagina... e i problemi veri, lavoro, sanità ed economia vengono lasciati fuori da quotidiani e mensili per far da condimento a squallidi blog (come questo mio) di persone che non si lasciano ingannare dalle "parole dei fatti" ma tirano innanzi, disillusi, mortificati, rassegnati in un Paese che al futuro pensa solo in termini di "tirature" o "mandati" siano essi di governo o di cattura...

mercoledì 19 agosto 2009

La conosci la Sacra Bibbia?

Il Signore chiamò Mosè e dalla tenda del convegno gli disse: «Parla agli Israeliti e riferisci loro: L'uomo che avrà avuto un'emissione seminale, si laverà tutto il corpo nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. 17 Ogni veste o pelle, su cui vi sarà un'emissione seminale, dovrà essere lavata nell'acqua e sarà immonda fino alla sera.
18 La donna e l'uomo che abbiano avuto un rapporto con emissione seminale si laveranno nell'acqua e saranno immondi fino alla sera.
19 Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il flusso nel suo corpo, la sua immondezza durerà sette giorni; chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. 20 Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua immondezza sarà immondo; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà immondo. 21 Chiunque toccherà il suo giaciglio, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. 22 Chi toccherà qualunque mobile sul quale essa si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. 23 Se l'uomo si trova sul giaciglio o sul mobile mentre essa vi siede, per tale contatto sarà immondo fino alla sera. 24 Se un uomo ha rapporto intimo con essa, l'immondezza di lei lo contamina: egli sarà immondo per sette giorni e ogni giaciglio sul quale si coricherà sarà immondo.
25 La donna che ha un flusso di sangue per molti giorni, fuori del tempo delle regole, o che lo abbia più del normale sarà immonda per tutto il tempo del flusso, secondo le norme dell'immondezza mestruale. 26 Ogni giaciglio sul quale si coricherà durante tutto il tempo del flusso sarà per lei come il giaciglio sul quale si corica quando ha le regole; ogni mobile sul quale siederà sarà immondo, come lo è quando essa ha le regole. 27 Chiunque toccherà quelle cose sarà immondo; dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. 28 Quando essa sia guarita dal flusso, conterà sette giorni e poi sarà monda. 29 L'ottavo giorno prenderà due tortore o due colombi e li porterà al sacerdote all'ingresso della tenda del convegno. 30 Il sacerdote ne offrirà uno come sacrificio espiatorio e l'altro come olocausto e farà per lei il rito espiatorio, davanti al Signore, per il flusso che la rendeva immonda.
31 Avvertite gli Israeliti di ciò che potrebbe renderli immondi, perché non muoiano per la loro immondezza, quando contaminassero la mia Dimora che è in mezzo a loro.
32 Questa è la legge per colui che ha la gonorrea o un'emissione seminale che lo rende immondo 33 e la legge per colei che è indisposta a causa delle regole, cioè per l'uomo o per la donna che abbia il flusso e per l'uomo che abbia rapporti intimi con una donna in stato d'immondezza».

(Dal Levitico)

domenica 14 giugno 2009

Marco e Barbara si sono sposati!!!

Marco Calonzi e Barbara Dolci
si sono sposati oggi 14 Giugno 2009
nella Basilica di San Marco
alla presenza di numerosi parenti e amici
con la partecipazione straordinaria di una rappresentaza della Protezione Civile
dell'Associazione Nazionale Carabinieri

Confermato l'arrivo di Marco in chiesa

Confermato l'arrivo di Marco in chiesa
si attende la sposa

Marco & Barbara oggi sposi!

Quando chiesi a Barbara se voleva sposarmi ci trovavamo in un rinomato ristorante italiano a Broadway. E' stato come in un film, anzi, molto meglio perchè le emozioni erano vere e i protagonisti eravamo io e lei. Assolutamente reali, spontanei...
Avevo portato l'anello con brillocco dall'Italia (Tiffany non mi avrebbe fatto credito...). Arrivati al ristorante Serafina sulla Broadway poco distante da Time Square la cameriera ci propone un tavolo in bilico tra il marciapiede e l'interno del locale. Io, che ben sapevo dell'importanza della location, nel mio perfetto inglese ho fatto capire alla camieriera che doveva per forza esserci un posto migliore per noi quella sera... Ecco allora che ci accompagna nell'angolino riservato proprio sotto ad un mosaico in stile pop... location perfetta... Il resto è venuto da se... messi da parte gli insegnamenti del maestro Hitch le ho fatto la fatidica proposta che oggi mi porta qui sull'altare della Basilica di San Marco a Piazza Venezia...

martedì 21 aprile 2009

Rescue Me - il fuoco dentro

lunedì 26 gennaio 2009

FICCATEVELO NELLA ZUCCA

Terremoto alla Ing, il gruppo di servizi finanziari olandese. L'amministratore delegato Michel Tilmant lascerà la società, che chiuderà il trimestre con la seconda perdita consecutiva, pari a 3,3 miliardi di euro. Lo riferisce un comunicato riportato da Bloomberg, in cui si annuncia anche il taglio di 7mila posti di lavoro nel 2009. Ing annuncia che Tilmant lascerà "alla luce degli sviluppi straordinari degli ultimi mesi e causa delle sue condizioni personali". A succedergli sarà il presidente del consiglio di sorveglianza, Jan Hommen. "Nel quarto trimestre - dice la nota - le condizioni del mercato si sono ampiamente deteriorate, dando vita al peggior trimestre per il settore del credito in oltre mezzo secolo".
Il taglio occupazionale deciso da Ing equivale al 5,4% del totale della forza lavoro e rientra in un piano più ampio di riduzione dei costi che porterà risparmi per un miliardo di euro. Il gruppo - si legge in un comunicato riportato dall'agenzia Bloomberg - ha comunque assicurato che limiterà ulteriori svalutazioni grazie all'accordo raggiunto con il governo olandese che prevede garanzie per circa l'80% dei suo 27,7 miliardi di asset illiquidi legati ai mutui. Ing - che lo scorso anno aveva già ottenuto aiuti pubblici per 10 miliardi di euro - ha quindi spiegato che grazie all'intervento del governo ridurrà le attività di rischio di circa 15 miliardi di euro, rafforzando così il Tier-1 ratio (indice delle riserve patrimoniali) di 32 punti base al 7,4%. Il titolo sale così in borsa del 14% a 6,02 euro per azione, dopo che negli ultimi dodici mesi ha bruciato il 73%.

E' proprio ora di aprire un mutuo arancio... o un conto arancio così ce lo ficchiamo nella zucca...

domenica 25 gennaio 2009

E con questo sono sei




Gennaio 2003 - Gennaio 2009

questo blog compie 6 anni, anche se non è più aggiornato frequentemente come prima, continua a vivere nei miei pensieri che saltuariamente si riversano nero su bianco tra queste pagini non troppo virtuali.

lunedì 22 dicembre 2008

Non essere normali

Ho una cosa sola. Non si rischia tutto ciò che si ha nella vita, che si è messo insieme con tanto sacrificio se non si è spinti da una cosa, quella cosa. Il mio spirito ha un nome ballerino che mi è stato affibbiato senza un motivo. Ma nessuno lo sa.La ragione per cui la gente normale ha figli, famiglia, hobby e così via è perchè non conosce quella cosa. Per alcuni è la musica, per altri è un sogno fisso... non si sfugge alla propria passione... L'istinto ci parla e ci torna a far essere come lo scorpione sul dorso di quella rana. Moriremo così, alla fine chi siamo veramente viene sempre fuori. A volte non ci frega neanche di far soffrire chi ci sta intorno perchè qualcuno ci ha chiamato egoisti ma alla fine siamo solamente tornati ad essere noi stessi, quall'altro noi che è nascosto dentro ma che alla fine ci governa. E gli amici non capiranno le nostre scelte, diranno che siamo matti o che facciamo scelte impulsive e imprevedibili. Lontano da tutto e tutti ci si ricorda sempre chi siamo veramente e ci riscopriamo più forti di quel che pensavamo. E così ci vanno strette le definizioni di noi stessi che altri ci hanno dato.

lunedì 8 dicembre 2008

C'era una volta... io


Una volta c'era questo BLOG... che mi riempiva le giornate e mi costringeva a mettere sepre nero su bianco i miei pensieri...
Adesso c'è FACEBOOK ma non è la stessa cosa...
Su facebook i tuoi pensieri sono in piazza... quasi certo che qualcuno li commenti solo perchè c'è incappato tra un click e l'altro... estraneo, comunque, al tuo mondo e sicuro che del tuo mondo poco gliene frega...
Il blog è un'altra cosa, è nato come un diario ma vive e risplende di luce propria, strumento indelebile del pensiero che rimane, scolpito come su pietra lavica... pronta poi a fuggire ed ad esser ricomperto da altri pensieri, spesso mutevoli nel corso degli anni.

I miei pensieri... quelli sto imparando a tenerli per me... troppo lontano dagli amici che mi capivano con uno sguardo, amici con cui sono cresciuto tra l'Abruzzo e il Nuovo Salario. Ebbene sì, sto imparando ad esser più chiuso, si dovrebbe dire RISERVATO ma non vorrei paragonarmi troppo ad una toilet! Forse manca qualcosa, che già so che verrà abbondantemente sostituita da voci stridule di piccoli esseri che un giorno qualcuno dirà mi assomiglino.
Oggi, per un attimo, mi è mancato il freddo corridoio della caserma di Firenze...
Mi è mancato uno scopo momentaneo (quello di portare a casa sana la pella dopo un giro di pattuglia sulle pendici dell'Etna). Mi è mancata la libertà di non potermi muovere dal punto fermo, fisso, dal chiodo a cui la divisa ti appende.

Il mio animo vulcanico sta prendendo la (forse) saggia decisione di darsi una calmata. Io che fin dalla nascita ho sempre macinato km (sia mentalmente che sui miei stessi piedi), io che non mi sono mai curato troppo del giudizio altrui adesso sto qui a chiedere a Gesù Bambino qual'è il posto che lui ha riservato per me.

Lui, Iddio che m'ha mostrato le bellezze della Terra, che mi ha elencato tutte le mie capacità senza tuttavia farmene possedere alcuna completamente. Io che il Tutto sono arrivato solo a sfiorarlo ora chiedo solo Cosa e Perchè.
Io che vivrei in un motel o in una reggia come in un campo profughi afghano... Io che non so un cazzo del posto da dove vengo ma che vorrei sapere di più su dove finirò. Precario, disilluso tramortito di speranze. Ma vivo. Ancora maledettissimamente vivo e impigliato da cima a fondo in questo amplesso cosmico che è la vita. Chiedo ancora, perchè?

sabato 8 novembre 2008

Petizione degli informatici Ministero della Giustizia

AL: MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
Molte centinaia di informatici, in servizio da circa 15 anni tutti i giorni all'interno degli Uffici Giudiziari d'Italia in base all'appalto per la configurazione e manutenzione di tutto quanto concerne l'hardware, software e base dati civili e penali, sono in costante pericolo.
I tagli di bilancio ed il mancato controllo sui rapporti società/lavoratori hanno causato nell'ultimo triennio una serie di licenziamenti e sofferenze, scioperi, persino mancate retribuzioni.
La politica aveva promesso soluzioni che non sono state adottate.
In particolare, considerata la peculiare professionalità acquisita, il rapporto fiduciario con i delicati ambienti ed il fatto che un informatico "esternalizzato" costa allo Stato almeno il doppio di un dipendente pubblico (con la maggior parte della somma che va alla società, ed uno stipendio minimo al lavoratore) si era detto di creare una corsia preferenziale d'ingresso per questi lavoratori precari e “sommersi” all'interno del Ministero della Giustizia.
Fin'ora solo parole e niente fatti.
I dettagli della storia su http://www.comitatoatu.it

Il servizio giudiziario interessa il popolo italiano, così com'è stato sancito dalla nostra Costituzione, per cui il suo non funzionamento ricade sulla collettività. Se il Parlamento Italiano ha scelto la informatizzazione per i servizi giudiziari essi devono funzionare alla perfezione. Noi abbiamo un personale esterno, tecnici di qualità, i quali non vanno trattati con la logica dei contratti a termine "usa e getta".

I SOTTOSCRITTI FIRMATARI RICHIEDONO DI INTERVENIRE PER LA STABILIZZAZIONE DEGLI INFORMATICI DELL'ASSISTENZA TECNICA UNIFICATA (ATU) (oggi noti come SPC/APPLICATIVI) ALL'INTERNO DELL'AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA

Cordialmente,

I Firmatari